Se Giulio non cambia
Due storie che si incontrano

Autore: Domenico Barbaro
Collana: Letteratura e linguistica
Formato: 17 x 24 cm
Legatura: Filorefe
ISBN13: 9788849228410 978-88-492-2841-0
ISBN10: 8849228414 88-492-2841-4
Ub.int: S34c

Gangemi Editore2
Anno di edizione: 2014
Pagine: 192
Prezzo: € 20.00
Prezzo Ebook PDF: € 16.00

Contenuto: Collana Scienze umane e sociali diretta da Salvatore Iannizzi

Il romanzo “Se Giulio non cambia…” intreccia la storia molisana di Giulio e della sua famiglia con la storia calabroaspromontana dell'Autore bambino e della sua famiglia. Sullo sfondo una sottile analisi sociologica dell'ambiente antropologico dell'Aspromonte degli anni cinquanta e sessanta del secolo appena trascorso e quella del comprensorio montano del Matese e delle Mainarde ricadente nella provincia di Isernia, la Pentria dell'antico popolo dei Sanniti. Si attua cosí, spontaneamente, un ideale gemellaggio tra Calabria e Molise, tra due mondi rurali assai simili pure nei valori familiari e nelle tradizioni sociali, ma anche nelle involuzioni di un falso progresso consumistico-tecnologico che espone, specialmente i giovani, ai pericoli delle devianze mortali.
“Se Giulio non cambia…” si legge tutto d'un fiato, con picchi di commozione che possono portare a vere e proprie lacrime, e ci spinge ad interrogarci sulle nostre responsabilità personali in un siffatto contesto. La lettura di queste pagine è fortemente consigliata nelle scuole, nelle parrocchie, nelle associazioni, ma soprattutto nelle famiglie e nelle altre istituzioni pure come incisivo momento di “pedagogia sociale”.
Possiamo ben dire che questo romanzo è il libro “Cuore” del contrasto alle tossicodipendenze. Ed è, comunque, una storia che apre decisamente alla speranza.
DOMENICO LANCIANO, giornalista

Un inno alla vita (di Antonella Musitano - scrittrice)

Un inno alla vita, questo è, in definitiva, il messaggio del libro “Se Giulio non cambia….” di Domenico Barbaro.

Giulio alla fine cambia, vince la sua scommessa, torna alla vita, scopre la vita, e la scopre quando perde l’affetto più grande. Le sue insicurezze, le sue fragilità diventano la sua forza, e Giulio ritrova nell’”essere” e non nell’ “avere” il senso autentico della vita, ritrova quei valori che la “terapia del progresso” ha emarginato fin quasi a farli diventare scomodi accessori.

Sono quei valori, tanto cari all’autore, che fanno da filo conduttore al libro, in cui due realtà, la vita tranquilla di un paesino del Molise e quella, altrettanto tranquilla, di un paesino dell’Aspromonte, si intrecciano e si fondono fino quasi a diventare una cosa sola. Due realtà, diverse e lontane, che si identificano nelle storie dei loro abitanti, nei loro sentimenti, nei loro drammi, nelle loro passioni, come in una nuova “Antologia di Spoon River” per dirla con Edgar Lee Masters.

L’esperienza come medico del SERT diventa, per l’autore, l’occasione per un ritorno nostalgico agli anni della sua infanzia, qui raccontati con grande umiltà e dignità, anni difficili ma intensi e ricchi dal punto di vista emotivo, anni forgiati al sacrificio e alla voglia di riscatto dalla povertà, dalle sofferenze, dall’incertezza del futuro.

L’autore si muove su questi due piani con grande disinvoltura e delicatezza, racconta di Giulio, ma anche di sé, ricorda i suoi momenti difficili, le sue incertezze, mai degenerate in comportamenti lesionistici come per Giulio, forse grazie proprio a quel paese dell’Aspromonte che, come un padre affettuoso, avvolgeva e custodiva gelosamente i suoi valori impedendo di inseguirne altri, più deleteri e pericolosi.

Prepotenti, nel libro, si stagliano due figure molto simili, Mariuccia e Mariuzza, due donne, due nonne, due esempi di quella saggezza popolare che non si apprende sui libri ma si matura con quell’esperienza in cui la vita diventa il miglior maestro. Analoga la loro grande religiosità e la fiducia nel Dio riparatore, nella Provvidenza, ma la Provvidenza, da entrambe concepita come forza superiore che agisce e interviene per volgere al bene fatti e circostanze, secondo il pensiero di manzoniana memoria, non riesce a mettere a posto tutto. Giulio cambia, ma sembra che il prezzo da pagare per questo suo cambiamento sia la morte della mamma, una specie di passaggio del testimone, l’estremo, inconsapevole sacrificio dell’amore di una mamma per il proprio figlio.

Ma nel libro emergono tutte le contraddizioni di una società che sembra aver smarrito la sua meta, di famiglie che “delegano” ad altri il ruolo di educatori, che demandano ad altri, TV e internet, il compito di formare coscienza e conoscenza, di giovani smarriti che cercano nello “sballo” le risposte alle loro inquietudini adolescenziali, di una società, insomma, che nella folle corsa all’”avere” ha finito per smarrire proprio ciò che di più sacro ha: il senso della vita.

Ed emerge la grande umanità dell’autore, medico non solo per mestiere, come ormai il sistema spesso impone, ma come impegno sociale, come amore per la vita. La vicenda di Giulio è una scommessa vinta per entrambi: Giulio si riscatta dalla droga, l’autore facendo il medico si riscatta dalla povertà, ma, in fondo, non è questa la cosa importante: lui ha realizzato, con Giulio, il sogno di far “Amare la vita”.

E vengono in mente i versi di una nota canzone di Fabrizio De Andrè: “Un medico”, e i sogni di un bambino che da grande voleva fare il medico per curare i ciliegi, quando, rossi perché maturi, ai suoi occhi di bambino sembravano malati e desiderava, a tutti i costi, curarli per farli tornare in fiore.

Il lavoro come medico al SERT, porta l’autore, talvolta, ad andare anche “oltre le regole”, perché non può e non vuole soffocare la sua grande umanità , la sua voglia di far tornare in fiore la vita, proprio come il sogno di quel bambino che voleva guarire i ciliegi.

Giulio torna in fiore, questo il grande ed autentico messaggio del libro, l’inno alla vita dell’autore!

Prof.ssa Antonella Musitano Scrittrice

primi sui motori con e-max

Da un capodanno all'altro:
storie di droga in provincia

Autore: Domenico Barbaro

Anno di edizione: 1998

Libro dedicato in particolare ai giovani, dalla nascita del Sert di Isernia-Venafro e ai primi gravi casi di droga nella nostra Provincia.

Libro-documento sul fenomeno-droga in provincia per far conoscere alla nostra comunità questo processo partito da una sostanziale condizione di immunità dal fenomeno fino all’evidente scompenso con l’inarrestabile ed irreversibile inondazione. La volontà di svegliare le coscienze, evocando almeno qualche doveroso sentimento di colpa. Non un atto di accusa, no, ma l’assunzione di una responsabilità collettiva sì.
Domenico Barbaro - tratto da intervista Riviera

 

primi sui motori con e-max